Zorzato: “L’innovazione settore strategico per la crescita del sistema imprenditoriale veneto”
“L’obiettivo primario è la crescita del sistema imprenditoriale veneto. Per questo la Regione attraverso le sue partecipate, in particolare Veneto Innovazione, è da sempre vicina alle PMI” Marino Zorzato (vice presidente e assessore regionale al territorio, cultura, affari generale, sport, sistemi informatici e government) punta sull’innovazione per rendere più competitive le imprese che, ogni giorno, devono confrontarsi con la crisi economica.
L’innovazione è uno dei settori strategici per lo sviluppo delle aziende. Quale ruolo assegna la Regione a Veneto Innovazione ?
“Veneto Innovazione Spa è l’agenzia in house della Regione del Veneto istituita con legge regionale e il suo ruolo è quello di promuovere e sviluppare la ricerca applicata e l’innovazione all’interno del sistema produttivo veneto.
Obiettivi che devono guardare con particolare attenzione alle piccole e medie imprese che sono orientate al raggiungimento di un elevato livello tecnologico, con particolare attenzione all’ambiente e alla qualificazione delle risorse umane.
Tra le attività e i servizi che sono di supporto alle imprese vi è anche la gestione dei bandi regionali per finanziare progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale.
L’Agenzia esprime la sua attività attraverso le linee di indirizzo indicate dalla Giunta Regionale attraverso strategie che sono individuati dalla Programmazione regionale.”
Da un anno Lei si occupa di sistema informatico ed e-government. Quanto sono importanti per il sistema produttivo veneto?
“Ritengo che siano materie fondamentali per permettere al sistema produttivo veneto di essere competitivo. L’informatica, la telefonia cellulare, internet, servizi in rete, posta elettronica, social network, lo spostamento di dati, servizi e archivi informatici attraverso internet, sono solo alcuni esempi di contenuti e tecnologie che fino a dieci anni fa sembravano una frontiera irraggiungibile e oggi sono una realtà dalla quale non si può più prescindere.
Stiamo lavorando e perfezionando delle attività che riguardano la tecnologia applicata al web, ma anche sulla privacy, sulla sicurezza, sulla innovazione digitale per la semplificazione del rapporto tra PA e impresa e sulle infrastrutture per aumentare la velocità di navigazione, esempio la banda larga.”
Quali sono le strategie e i principi guida della programmazione regionale rispetto alle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione?
“Le nuove sfide che si dovranno affrontare, non riguarderanno solamente le problematiche puramente tecnologiche, quanto la capacità di creare rapidamente le condizioni per supportare la globalizzazione ed i processi dell’economia e della società veneta.
L.’innovazione e lo sviluppo delle tecnologie sono considerati dalle stesse imprese fattori
determinanti per la crescita economica. Prendo ad esempio la banda larga, considerata fondamentale per non rallentare la crescita. Nuove autostrade digitali che trasferiscono dati, informazioni, servizi, importanti tanto quanto un’autostrada sulla quale viaggiano persone e merci.
In questo primo anno una delle prime azioni del governo regionale è proprio stato l’avvio del piano per lo sviluppo della Banda Larga su tutto il territorio regionale, in collaborazione con il Ministero per lo Sviluppo Economico, del valore complessivo di circa 40 milioni di euro: 15 milioni finanziati dal Ministero e i restanti da fondi regionali (POR, FEASR, Distretti)”
Quali gli obiettivi del piano?
“Lo scorso 18 luglio 2011 è stato inaugurato a Villanova di Camposampiero il primo cantiere. Sono previsti altri circa a 280 interventi, che interesseranno circa 415 mila persone.
L’obiettivo del piano è duplice: coprire quelle aree del territorio Veneto non ancora raggiunte dal servizio a banda larga (cosiddette aree in digital divide) portando entro il 2013 il servizio; dotare a breve la regione di un’infrastruttura di connessione in grado di rispondere ai fabbisogni delle aziende e delle famiglie venete (dai 20 mega in su)
E’ prevista la stesura di fibra ottica nelle aree che attualmente ne sono prive, per poi permettere a tutti gli operatori di telecomunicazione di usufruirne per l’erogazione dei propri servizi alle famiglie e alle imprese.
Si tratta una importante e sinergica collaborazione tra pubblico-privato che permetterà alle nostre imprese di essere più competitive, di migliorare i servizi della nostra pubblica amministrazione e la qualità della vita dei nostri cittadini e valorizzare i contenuti.”
Cosa sono i punti pubblici di accesso?
“E proprio perché i contenuti sono fondamentali abbiamo recentemente approvato un intervento finalizzato alla realizzazione di punti pubblici di accesso, denominati P3@ Veneti, al fine di ridurre il “divario digitale” dei cittadini e delle famiglie.
Abbiamo chiamato “p3@” i centri pubblici di accesso ad Internet sul territorio. Non stiamo parlando di “internet café”, ovviamente, ma di centri di affiancamento, accompagnamento alla cultura digitale, ovvero al tema della eInclusion che, è fondamentale per accrescere le conoscenze e le competenze dei cittadini e per far conoscere e promuovere l’utilizzo dei servizi di eGovernment. Aggiungiamo che, come dimostrano altre esperienze internazionali, i punti pubblici di accesso finiscono per diventare importanti punti di aggregazione sociale con funzioni di animazione e sviluppo territoriale.
L’azione che ho appena descritto si è resa concreto in un bando regionale di finanziamento rivolto ai Comuni: la graduatoria finale è stata pubblicata a febbraio 2011 e sono risultati finanziati 170 centri pubblici di accesso – 170 “P3@ Veneti” – distribuiti in 160 Comuni di tutte le province del Veneto.
Il finanziamento della Regione ha coperto il costo di realizzazione dei P3@ con riguardo alle spese di hardware e attrezzature per le postazioni; software; arredi e spese di comunicazione e promozione del centro. Rimangono invece a carico dell’ente le spese di funzionamento del centro. Gli enti beneficiari hanno inoltre alcuni obblighi riguardanti le modalità di apertura del centro: numero minimo di ore settimanali di apertura del centro – almeno 12 in 3 giorni diversi, e con almeno un turno di apertura di sabato o domenica -, almeno un turno nella fascia 9-13 e nella fascia 18-22; l’apertura del centro per almeno 24 mesi.”
La Regione Veneto ha recentemente approvato il bando sui servizi legati al cloud computing. Quali risvolti potrà avere nel tessuto industriale veneto?
“Si tratta di un provvedimento che punta a sostenere le imprese venete che si occupano di software e di servizi informatici, che vogliono adeguare la loro offerta al nuovo modello del cloud computing, servizio on demand che funziona tramite l’utilizzo a pagamento (pay per use) da parte dell’utente.
Il bando invita le software house venete asviluppare servizi in modalità cloud computing specifici per le piccole imprese venete e favorire l’innalzamento della dotazione e della qualità informatica delle piccole imprese venete perché prevede un costo del servizio basato sul reale utilizzo.
Nel contesto attuale il modello di adozione di servizi informatici in uso in gran parte delle piccole e media aziende si basa sull’acquisto di prodotti software standardizzati, pagati tipicamente a licenza d’uso. A livello mondiale si sta però affermando un nuovo paradigma informatico basato sulla fruizione in rete dei servizi informatici (grazie alla connessione a banda larga) senza più la necessità di acquistare hardware e software ma pagando solo il reale utilizzo del servizio, così come avviene per l’erogazione dei servizi di acqua, luce e gas.
Siamo la prima Regione in Italia che guarda a questo nuovo modello e con questa azione, l intendiamo promuovere e creare reti di servizi tra e per le PMI.”
a firma di Donato Sinigaglia
Fonte innovazioneveneto
4 agosto 2011





