Banda larga, la Regione accelera
Obiettivo 2014. E’ il termine che l’assessore alla cultura e vicepresidente della Giunta regionale, Marino Zorzato (Pdl), ha fissato affinchè tuttii veneti possano avere alla porta di casa l’accesso alla “barnda larga”. Un’impresa complessa, ammette l’assessore, “non tanto strutturale, quanto culturale”. Nel senso che, stando ad una ricerca di Condfindustria del Veneto, il 61% degli intervistati ritiene inutile la banda larga: strano comportamento, se si desidera che la rapidità delle comunicazioni digitali sta alla base dello sviluppo. Se si aggiunge che il 21% dei testati da Confindustria, denuncia la difficoltà di ottenere lo “strumento” che in più considera troppo costoso, l’operazione dell’assessore risulta titanica.
Resta la certezza ceh la “rete” è il futuro, quindi il Veneto non può permettersi di restare fuori. La filosofia: “Mettere in collegamento la Regione con sè stessa – dice Zorzato- la sanità con sè stessa, la regione con i Comuni, l’impresa con l’impresa, il tutto con i cittadini. Di qui il termine del 2014 fissato dal piano di sviluppo della banda larga. secondo il progetto, fra tre anni i veneti potrebbero avere a disposizione un collegamento superiore ai due mega “e predisponendo – promette il piedellino – le condizioni per una velocità dai 20 mega in su”. Per l’operazione (“con fondi pubblici, ma anche privati”), la Regione ha già chiuso un acordo con il Ministero dello Sviluppo per un valore di 40 milioni: 15 dal ministero;25 dalla Regione. Cifra utilizzabile per la posa di fibra ottica in zone sprovviste. In tutto 300 interventi in tutto il Veneto(ognuno prevede la posa da 2 a 6 km di fibra ottica), 400 mila i cittadini interessati di tutte le province.
Un altro capitolo, fulcro del piano e anello di congiunzione con il sistema impresa, prevede contributi regionali per lo sviluppo di nuovi modelli di servizi informatici. “Detto così – ammette Zorzato- dice assai poco. Invece è fondamentale per la piccola e media impresa e risponderà a quanti ritengono costoso l’utilizzo dell’informatica”. La sintesi è “cloud computing”. Tradotto: l’insieme di tecnologie informatiche che permettono l’utilizzo di risorse hardware e software realizzate e distribuite da società del settore.
In poche parole, spiega Zorzato, se un’azienda ha bisogno di un programma specifico per la propria attività invece di acquistarlo materialmente può rivolgersi al mercato informatico e usufruire tramite la rete di quel software per un tempo concordato con il fornitore pagando solamente la “prestazione a consumo”, ” come avviene per l’acqua”. per incentivare questo sistema, la Regione ha aperto un bando (finanziamento di 2 milioni 654 mila euro) ceh interessa le imprese venete che si occupano di softwware (devono avere la sede operativa in regione da almeno sei mesi priam della presentazione della domanda). “Due gli obiettivi – conclude l’assessore- permettere alle imprese software di ottenere e aumentare la competitività rispetto all’evoluzione del mercato; innalzare la dotazione e la qualità informatica del tessuto di piccole e medie imprese a costi più bassi perchè basati sul reale utilizzo”.
Fonte Il Gazzettino





